Tali importi, sulla scia anche delle critiche avanzate dall’opinione pubblica, sono stati leggermente aumentati (50.000 euro in caso di morte della vittima, euro 25.000,00 in caso di violenza sessuale o di lesioni personali gravissime).
La Corte di Giustizia Europea, con la sentenza del 16.7.2020 ha chiarito in maniera incontrovertibile che “Gli Stati membri devono concedere un indennizzo a tutte le vittime di reati intenzionali violenti, anche a quelle residenti nel territorio degli Stati stessi, e che la misura degli indennizzi deve infatti compensare, in misura appropriata, equa ed adeguata, le sofferenze alle quali esse sono state esposte”.
Inoltre la Corte di Giustizia Europea, nel Novembre 2024, ha nuovamente condannato lo Stato Italiano ritenendo illegittima la legge nazionale di recepimento nella parte in cui esclude dall’indennizzo i parenti più prossimi delle vittime di omicidio.
Quindi anche i parenti delle vittime hanno diritto ad un equo indennizzo.
Le somme riconosciute dallo Stato Italiano sino ad oggi sono irrisorie per le enormi sofferenze subite dalle vittime. Basti pensare ad una bambina vittima di violenza sessuale, o di una ragazza violentata ed uccisa: possono in questi casi ritenersi adeguati per le enormi sofferenze morali subite 25.000 euro o 50.0000 euro?
L’Avv. Ragazzi e l’Avv. Caradonna hanno assistito con esito positivo ed assistono molte vittime ed i loro familiari in questa battaglia per la legalità e la giustizia.